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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

Il massimo indispensabile

Massimo insegna matematica e fisica nel liceo che lui stesso ha frequentato, a Pisa. Vive solo, cupo e depresso, sebbene conservi la vitalità per incazzarsi di brutto, con gli studenti, al volante o con lo psichiatra che abita al piano di sotto; si trascura, è sregolato, fuma le canne come fossero sigarette. Il problema è che ha 38 anni, ma è convinto che sulla sua vita già penda la spada di Damocle della morte.
Un brutto giorno diventa bello all’aperitivo, quando Massimo incontra Viola, la madre di Tito Orlandi, un suo studente. Tintinnano i bicchieri e il misfatto si consuma.
Quella stessa sera Tito è in riva al mare con Claudia, la tipa che lavora nel bar davanti al liceo. In realtà si chiama Maia e non sarebbe mai uscita con un pischello con 5 anni meno di lei se non avesse avuto un secondo fine che ha a che fare con il suo ex-professore, Massimo.
Ma chi cazzo è Massimo?, si chiederà Tiziano, il compagno di Viola, un ex-buttafuori con parecchi scheletri nell’armadio, quando darà una sbirciata al telefonino di lei e troverà un messaggio per Massimo.
Chi è veramente Massimo?, dovrà chiederselo Massimo stesso quando l’energumeno piomberà sotto casa sua, fuori di sé, sbraitandogli di scendere. Quando l’energumeno, dopo essergli entrato in casa, crollerà sul pavimento come preso da un infarto. O quando arriverà Tito, avvertito dalla madre allarmata, in compagnia di Maia, l’ex-studentessa che mesi prima l’ha sedotto e che poi si è rivelata una mezza pazza…
E soprattutto quando, la mattina successiva, Massimo si risveglierà da uno stato di incoscienza sul pavimento di casa sua in compagnia del cadavere dello psichiatra e dovrà decidere cosa fare… Ma l’hanno davvero incastrato?

Tanto non ne uscirai vivo

Tito ha l’abitudine di fare scritte sui muri… Questa però non l’ha fatta lui.

Introspettivo e senza filtri, “Il massimo indispensabile” si dipana a ritmo serrato attraverso l’alternarsi di scene immerse nei punti di vista dei quattro protagonisti. Tito, un ragazzo che non ha mai conosciuto il padre; Maia, una giovane donna in lotta con la sua instabilità mentale; Massimo, professore eccentrico, sconvolto da una serie di lutti, alle prese con la paura della morte; Tiziano, uomo emarginato e in crisi, che rischia di perdere tutto quel poco che è faticosamente riuscito a mettere insieme nella vita.
Giochi di seduzione, incontri e tradimenti, le vicende progressivamente si intrecciano, rivelano relazioni nascoste e passati segreti, e confluiscono in un’unica storia che, tra colpi di scena e imprevisti, si tinge prima del rosso della passione e del sangue, per poi sfociare in un precipitare di eventi nel nero di un cadavere che si scioglie in una vasca piena d’acido.
Così come i personaggi, di cui si scopre a poco a poco la vera natura, anche il romanzo ha un inizio mainstream, vira verso il family-crime e si trasforma infine in un noir crudo e realistico; nel quale tutti i protagonisti, più o meno responsabili e colpevoli, sono messi a dura prova e costretti ad affrontare la mancanza di senso della vita.

Ecco il primo capitolo: Il massimo indispensabile – primo capitolo
 

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