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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

L’acchiapparatti

Data di pubblicazione: 9 marzo 2010

Casa editrice: B.C. Dalai (Baldini Castoldi Dalai)

Numero di pagine: 480 (466)

[Il libro è fuori catalogo da giugno 2013]

BANDELLA INTERNA:

Pochi a Tilos conoscono il nome di Ghescik. Lui è soltanto il becchino, l’ometto gobbo e storpio che vive al cimitero, ai margini del paese. Pochissimi sanno che coltiva una passione insana per la feldspina e gli scritti antichi. Solo lo squinternato acchiapparatti gli è amico.

Notte fonda. Al sicuro tra le mura della casa-torre diroccata, Zaccaria sta rimproverando uno dei suoi gatti quando qualcuno bussa alla porta. Il becchino si presenta con un libro rilegato in pelle scura, che sostiene di aver vinto grazie a una scommessa con lo speziale. Risale a epoche in cui la magia non era stata ancora messa al bando e sembrerebbe contenere le memorie di un defunto negromante. Ghescik non fa parola del misterioso diadema che ha rinvenuto la notte precedente in un sotterraneo della «torre maledetta», ma per scoprire se certi suoi sospetti sono fondati ha un solo modo: far tradurre il libro a Zaccaria che, inspiegabilmente, ha sempre avuto grandi doti come decifratore delle lingue arcane…

Inseguiti dagli sgherri dello speziale, becchino e acchiapparatti si ritroveranno nei meandri di una vicenda terribile che coinvolgerà una compagine di personaggi inconsueti: un cacciatore di taglie sfigurato, una prostituta dalle molte risorse, un gigante che parla per proverbi sgrammaticati e una schiera di feroci tagliagole.
Quale legame esiste tra il misterioso diadema e la terrificante creatura rinchiusa da secoli nelle segrete di Giloc?

Un viaggio rocambolesco, tra presagi e inganni, esecuzioni ed evasioni, attraverso atmosfere cupe e sanguinarie che rievocano gli aspetti più grotteschi dell’Alto Medioevo. Una storia avvincente, tanto insolita quanto indimenticabile, in cui convivono suspense e orrore, tenerezza e ilarità.

QUARTA di COPERTINA:

«Furti, razzie, stupri, omicidi. Numerosi erano i crimini commessi in quell’epoca nelle Terre di Confine. Poiché scelleratezza e barbarie imperversavano in ogni dove, le punizioni e le condanne, sommariamente assegnate, non potevano che essere molto dure… 

Ogni paese aveva il suo sistema. A Brunosco l’esecuzione si attuava tramite impiccagione, una pratica piuttosto banale. A Burik il reo veniva interrato fino al petto e quindi lapidato dalla folla. Sulle mura di Tambulin i condannati erano lasciati a penzolare per giorni in gabbiotti di ferro. A Fontecheta si legava il malcapitato a un masso e lo si gettava nel Riomaggiore, mentre sulle piazze centrali di Fortevia e Valbel erano sempre pronti i patiboli per le decapitazioni. Nel fossato di Tilos, infine, il condannato correva nel vano tentativo di sfuggire a un branco di cani affamati. Ma era il signore di Giloc a vantare lo spettacolo di gran lunga più eccitante. Qui, la pena di morte si chiamava Il Buco.»

Un romanzo innovativo che trascende i canoni del genere fantasy.

L’acchiapparatti è stato finalista al Premio Fiesole 201o, è stato selezionato per il Progetto Libernauta 2011 ed è stato tradotto e pubblicato dalla casa editrice olandese Wereldbibliotheek nel 2013.

In rete si trovano molte recensioni e interviste riguardanti il romanzo.

LINKS:

Anteprima su FantasyMagazine con PROLOGO ed estratto dal QUARTO CAPITOLO

Galleria di immagini su “Repubblica.it”

Pagina dedicata a L’acchiapparatti su aNobii

Pagina dedicata a L’acchiapparatti su Goodreads

Sito dedicato a “De rattenvanger”, l’edizione olandese del romanzo

There are 8 Comments to "L’acchiapparatti"

  • [...] Teclisotta (detta Isotta), Gamara Casa Editrice: Baldini Castoldi Dalai Pagine: 466 Link al libro: SITO UFFICIALE – ANOBII – GOODREADS inizio lettura: 6 maggio 2012 fine lettura: 3 giugno 2012 Sfide: [...]

  • Matteo scrive:

    Complimenti Francesco, uno dei più bei libri fantasy che abbia mai letto… Un’atmosfera cupa e polverosa che ti cattura dalla prima all’ultima pagina. Colpi di scena e un finale che ti spiazza, personaggi strambi e una trama che ti coinvolge, avvincente. Un libro da consigliare!

  • Emanuele scrive:

    Ciao! Dopo anni il tuo libro mi sta chiamando dalla libreria per farsi leggere, pare sia arrivato il suo momento, solo che si tratta della prima edizione, L’Acchiapparatti di Tilos… Cosa è cambiato nel frattempo? E’ una semplice ristampa o ci sono cambiamenti sostanziali? Grazie e in bocca al lupo per tutto!
    Emanuele

  • Giordano scrive:

    Ciao!
    Pochi giorni fa un mio amico mi ha parlato del tuo libro. Mi ha incuriosito molto così sono andato subito in libreria….
    Purtroppo mi hanno detto che è fuori catalogo.
    Mi sapresti dire se è prevista una ristampa?
    Grazie
    Giordano

    • Francesco Barbi scrive:

      Ciao Giordano, perdonami se ti rispondo così in ritardo, ma sto attraversando un periodo piuttosto difficile (per dirne una, al ritorno dalle vacanze ho trovato la casa incendiata per cui adesso sono “sfollato”). Venendo alla tua domanda, il libro è fuori catalogo perché la casa editrice è fallita. Anche se ho ricevuto qualche offerta per la ripubblicazione, al momento non sono previste ristampe. Puoi però trovarlo in rete, credo che su amazon, ibs e altri distributori sia ancora presente qualche copia a buon prezzo.

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