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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

Musica, scrittura e lettura

Credo nell’influenza della musica sulla scrittura, sul ritmo, sulla scelta lessicale, sulla costruzione delle frasi… E sono convinto che nel momento in cui si legga qualcosa che è stato “scritto con” la musica che stiamo ascoltando possano scattare inattese risonanze, possa cioè instaurarsi una speciale alchimia tra lettore, testo e scrittore. Lo penso, in maniera consapevole, da un bel po’. Vi ripropongo infatti una parte di un articolo scritto quasi due anni fa sull’altro blog (Fine stesura de “Il burattinaio”, musica e e-books) e appena ritoccato (ahimè, è più forte di me, ogni volta devo revisionare ciò che ho scritto):

[Parto da un aneddoto. Avevo 16 anni. Ero in un campeggio al mare, d’estate. Avevo da poco acquistato il mio primo walk-men, durante una vacanza a Londra. Iniziai a leggere “La metà oscura” di S. King (a posteriori forse non uno dei migliori romanzi di King, sebbene io ne conservi un ricordo meraviglioso) con la cassetta degli AC/DC “Who made who” nelle orecchie. Lo lessi in 2 o 3 giorni, senza mai togliermi le cuffie. Non potevo leggere senza quella musica, quell'album sembrava fatto apposta, era la colonna sonora del romanzo. Non andavo in spiaggia per starmene sdraiato a leggere. Impossibile dimenticare quell’esperienza.

Forse non uno dei migliori romanzi di King, ma quando lo lessi da adolescente mi folgorò.

Qualche anno fa mi è capitato di leggere “On Writing” (a mio parere una lettura non solo utile e interessante, ma anche molto piacevole). Nel saggio, King dichiara di aver scritto “La metà oscura” ascoltando quello stesso album degli AC/DC che io, per un caso del tutto fortuito, avevo nelle orecchie quando lessi il libro. Inutile dire la mia sorpresa quando l’ho scoperto. Avevo sempre collegato quella musica a quel libro, avevo sempre sentito e pensato che ci fosse stata una speciale alchimia tra musica e lettura.

"On writing", di Stephen King. Oltre ad essere utile e interessante, è molto divertente.

Non ho un’idea precisa di quali siano le difficoltà (copyright e questioni di hardware e realizzazione materiale, ad esempio) connesse all’inserimento sui devices per gli e-books della possibilità di ascoltare brani musicali in parallelo con la lettura, ma non stento a credere che presto si potrà usufruire di tale tecnologia. In fondo perché i libri non dovrebbero essere dotati di una colonna sonora?

Be’, se fosse per me, nella colonna sonora de “Il Burattinaio” ci sarebbe tanta musica classica, in particolare Beethoven, Vivaldi e Mozart, molti brani degli AC/DC e dei Pink Floyd. E poi Cold Play, The Doors, The Police, Goldfrapp, Choen, fino ad arrivare a Morricone e Capossela… Sarebbe bello poter suggerire la musica, capitolo per capitolo, o quantomeno poter segnalare i brani che l’autore ascoltava quando ha scritto i diversi pezzi. Che ne pensate?]

Quando ho iniziato a scrivere “Io sono libero” ero quindi ben consapevole e desideroso di sfruttare in qualche modo l’interazione e la possibile alchimia tra musica e scrittura. E forse non a caso la musica, protagonista nella vita dei personaggi al momento in cui le vicende sono narrate, è divenuta protagonista anche nel romanzo. Così, titoli di tracce e riferimenti a brani musicali sono entrati prepotentemente a far parte del testo, o comunque in forma di note a pie’ di pagina. Io ho cercato, il più possibile, di scrivere i diversi pezzi attaccato alle cuffie, con i brani citati nelle orecchie. Si tratta fondamentalmente di house music e trance-progressive, il cui ascolto mi auguro possa quantomeno calare maggiormente il lettore nelle atmosfere del testo e nella mente dei personaggi. La mia idea sarebbe quella di costruire una vera e propria colonna sonora del libro, ascoltabile facilmente durante la lettura. Chissà che con gli e-books non sia presto realizzabile questa magia.

Giusto per dare un’idea, ecco i primi cinque pezzi della colonna sonora di “Io sono libero“:

  1. X-Form, Pleasure Voyage (Apollo Mix, 1996).
  2. Age of Love, Age of Love (1990).
  3. Roland Brant, Moon’s waterfalls (1996) – apertura Duplè
  4. Marvin Gardens, My body and my soul (1991).
  5. Wim Mertens, Struggle for pleasure (1983).

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