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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

“Io sono libero”: cover e quarta di copertina

Come accennato nell’articolo precedente, il romanzo è già stato stampato in un centinaio di copie per un’anteprima al Salone del Libro di Torino 2018. Questa sotto è la cover, completa di risvolti e quarta di copertina: ci piace, per cui pochi saranno i cambiamenti nella versione definitiva, qualche piccolo dettaglio, qualche frase… Forse però potremmo ripensare al pezzo scelto per la quarta di copertina?

Cover completa dell'anteprima Sal18 di "Io sono libero"
Cover completa dell’anteprima per il SalTo18 di “Io sono libero” – cliccare per ingrandire

Io sono per lasciare la quarta scelta per l’anteprima (ovvero la numero 1. riportata qui sotto), non mi sembra affatto male ma, onde evitare futuri rimorsi, propongo qui sotto gli altri 3 pezzi presi in considerazione. La vostra opinione-preferenza sarà chiaramente gradita, anche al fine di un eventuale piccolo sondaggio (qui e/o su Facebook). Quale delle seguenti 4 proposte ritenete sia la quarta più efficace/accattivante?

1. Le cose si sistemeranno, è sempre così, gli sembra di essere nella merda fino al collo, nessuna via d’uscita, e poi se la cava. Se l’è sempre cavata. Sì, e all’Imperiale magari ci ribecca anche quegli stronzi che gli hanno dato il pacco sabato scorso. Stavolta gliela fa vedere lui.

2. «Cazzo Gero, altro che Goa, qui si va a finire ma in galera.» Libero sente la mascella irrigidirsi di nuovo.
Come cazzo fa a pensare a Goa ora?
Si volta, serio, fa per porre quella domanda all’amico. Le parole gli muoiono in bocca. Geronimo sorride, dietro quei suoi occhialetti del cazzo, parte a muovere la testa al ritmo della musica, che ancora non c’è. Non è che sta facendo una grossa cazzata a fidarsi di lui e delle sue idee del cazzo?
Sarà anche geniale, ma forse stavolta è davvero troppo fuori di cervello.

3. «Dai, ricominci? Non ci credo. Chi se ne importa se non ha senso. L’importante è che lo Zingaro abbocchi. E poi quasi tutto quello che facciamo è senza senso. Anzi, sono proprio le cose senza senso quelle che incidono di più sulla nostra vita.»
«Questa è la massima delle otto e mezzo?» Libero imbocca la rotatoria che porta sulla FI-PI-LI. «Non ha senso che io ti dia retta, ecco cosa non ha senso, cazzo.»

4. Si allontana, segue un flusso di persone, si dirige verso la pista centrale. Qui i soffitti sono ancora più bassi, l’aria è densa di fumo, c’è pieno di gente e i bassi rimbombano fin nelle ossa. Un’improvvisa impennata del battito cardiaco. Geronimo è costretto ad appoggiarsi alla ringhiera che separa la pista centrale dal privé rialzato. Le membra gli formicolano, brividi aguzzi gli si arrampicano sulla nuca. Chiude gli occhi. Il cuore è a palla.
Si prepara ad affrontare la botta.

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