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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

La vita reale, le proprie storie, i propri personaggi

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Il 20 ottobre ho compiuto 38 anni: 38 è più vicino a 40 che a 35. Questa semplice constatazione mi ha portato a riflettere sulla mia vita, su quello che ho fatto finora, le strade scelte, le vie imboccate più o meno per caso. Sul futuro che mi aspetto, che mi auguro, in cui spero. Mi sono trovato a fare un po’ il punto della situazione e mi è venuta in mente una recente intervista di cui non ho fatto cenno qui né sul precedente sito-blog.
Si tratta di una breve intervista (3 domande) pubblicata sul blog di Michel Franzoso “Graffi d’inchiostro“. La potete leggere per intero cliccando sul seguente link:

Tre domande a… Francesco Barbi – Intervista su Graffi d’inchiostro

Qui sotto ne riporto una versione più sintetica, ma che credo contenga il succo delle risposte:

  1. Con L’acchiapparatti sei riuscito nel grande salto che molti esordienti sognano, il passaggio da un piccolo a un grande editore: cos’hai guadagnato e cos’hai perso?
    Ho guadagnato un numero prezioso di lettori e ho perso un po’ d’ingenuità.
  2. I tuoi personaggi sono molto vivi e caratterizzati. Quali sono le tue regole per creare un buon personaggio?
    I miei personaggi sono al servizio della storia, ma devono avere e conservare il potere di trasformarla.
  3. La professione sulla tua carta d’identità adesso è “scrittore”?
    No. Spero lo sia, un giorno non troppo lontano.

Be’, mentre la prima e la terza domanda hanno palese attinenza con il discorso con cui ho aperto questo post, la seconda domanda sembrerebbe non averne, almeno a una prima impressione. Ma forse, a ben guardare, le cose non stanno proprio così. In fondo i personaggi che si creano e che si è in grado di creare hanno molto a che vedere con la vita che abbiamo fatto, che facciamo e che vorremmo fare. Le mie esperienze determinano e influenzano non soltanto il loro carattere, la loro profondità, la loro umanità, la loro verosimiglianza, ma anche come loro entrano in contatto con il lettore, come gli vengono presentati e narrati. Ebbene sposando l’ottica di libertà che trapela dalla mia seconda risposta nello sviluppo e nella caratterizzazione dei personaggi, io dovrei cercare il più possibile di sparire dal testo (almeno a livello conscio). E dalla storia. Sei personaggi in cerca di autore mi è piaciuto molto, sposo senz’altro l’idea di fondo di Pirandello, ma per questo romanzo ho scelto la via dell’immersione e come autore mi tengo più che posso fuori dalla storia. I personaggi sono i protagonisti, alla fine sono o non sono loro che danno vita alla storia? Devono essere loro a fare le proprie scelte e a decidere la storia.

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Io sono libero? è il sottotitolo di questo blog… Be’, intanto cerco di fare in modo che i miei personaggi lo siano, il più possibile.
Vi presento allora i personaggi di “Io sono libero”, o meglio, lascio che siano loro a presentarsi (devo ancora revisionare queste due paginette cruciali che faranno da apertura al romanzo):

Io sono libero – DRAMATIS PERSONAE

Come al solito, impressioni e commenti sono graditi.

COMUNICAZIONE di SERVIZIO: Anche quest’anno, sebbene non abbia presentazioni o incontri in programma, andrò a Lucca Comics and Games. Penso che ci sarò almeno 2 o 3 giorni, e più o meno graviterò nel padiglione Games.

EDIT del 17 – 11 – 2013. Ho cambiato l’ordine di presentazione dei personaggi e rivisto le due pagine:

Io sono libero – Dramatis Personae – rivista

There are 14 Comments to "La vita reale, le proprie storie, i propri personaggi"

  • Ignacio scrive:

    Mi è piaciuto molto questo articolo, con i suoi salti logici particolari e un po’ nascosti. :) Bella l’idea di far presentare i personaggi a loro stessi. Fa molto film e i personaggi sembrano intriganti e molto veri.

    • Francesco Barbi scrive:

      Ciao Ignacio, credo che al giorno d’oggi i libri siano fortemente influenzati dalle opere cinematografiche e possano proficuamente condividerne alcuni aspetti stilistici. Questo romanzo ha senz’altro un taglio filmico (non solo nello stile, ci sono anche parecchi riferimenti)… Figurati, sto pensando di inserire qualche scena tagliata dopo i “titoli di coda”. :)

  • Chiara scrive:

    Mi piacciono queste due pagine, molto.
    Aspetto il resto, :)
    Purtroppo non ci sarò a Lucca, ma tu continua a scrivere sul blog e a dare assaggi della storia. Spero che potrai farlo sempre più spesso.
    Ciao!

  • Psicomama scrive:

    Riemergo.
    Intanto per farti con grave ritardo gli auguri!
    Interessante questo post, un libero e profondo percorso di pensiero.
    Accattivante la presentazione dei personaggi. È una cosa che in genere mi fa storcere il naso e che invece, così intrecciata e così ben scritta, mi intriga e stimola la curiosità.

  • Psicomama scrive:

    Ps: come al solito apprezzo il tuo giocare con le immagini e le specifiche scelte…

    Una cosa forse la ripenserei, però, nella presentazione dei personaggi. Non mi torna del tutto l’ordine dell’incastro. Mi suonerebbe più fluido che il pezzo successivo al primo fosse su Geronimo, che ha appena parlato, e poi su chi parla di Geronimo, cioè Sara e poi su Gigio e così via. In questo modo si apprende qualcosa del personaggio subito dopo averlo sentito parlare, il che mi coinvolge.
    Così come è, che parla il personaggio di cui si è appena saputo la situazione mi suona più costruito, nel senso di meno spontaneo.
    Poi non so, è una mia impressione, che ne pensate?

    • Francesco Barbi scrive:

      Be’, l’ordine in cui vengono presentati i personaggi ha il suo perché… Però la tua proposta di far via via parlare il personaggio che viene descritto subito dopo (e non quello che è stato appena descritto) è una buona proposta, la presentazione potrebbe risultare in effetti più “trainante”. E forse la sequenza Libero-Geronimo-Sara-Gigio-Il Ghigna potrebbe anche risultare migliore. Ok, farò una prova…

  • Psicomama scrive:

    Ah, bene, hai capito al volo, non credevo di essermi spiegata chiaramente.
    Mi fa piacere se il suggerimento è stato utile.
    Buon lavoro!

    • Francesco Barbi scrive:

      Ho capito al volo anche perché fin dall’inizio avevo individuato le due possibilità: presentare il personaggio dopo che ha appena parlato (di un altro personaggio) oppure farlo parlare subito dopo che è stato presentato? Avevo optato per la seconda, ma ora che ho fatto la prova credo proprio che la scelta da te suggerita sia invece la migliore. Meno confusa, più scorrevole perché di più immediata comprensione. E poi, come detto, la sequenza con Libero in partenza e il Ghigna alla fine funziona meglio. :)

  • Chiara scrive:

    Ora che ci penso, concordo col suggerimento di Psicomama, (ehi! ciao!) Presentare i personaggi in un ordine diverso potrebbe funzionare.

  • [...] scena. Dopo la presentazione dei personaggi attraverso le voci dei personaggi stessi (la trovate qui), il romanzo si apre con Geronimo in seduta, nello studio del suo psicoanalista. Il pezzo è stato [...]

  • Betty scrive:

    Buongiorno Proff, come vede sto leggendo ciò che lei scrive ed esprime utilizzando una semplice penna e foglio.
    Come ha detto lei, i personaggi vanno in base a ciò che abbiamo passato, ciò che passiamo tuttora, attaccando ciò che ci fa soffrire e sorridere.
    Proprio per questo ammiro molto il fatto che lei dica che dipende dal modo in cui il lettore accoglie il personaggio. Notiamo ovviamente che ognuno di noi è fatto diverso, negli infiniti modi possibili, ciò lo rende bello, misterioso e forse t’impaurisce un po.
    Grandissimo proff, sappia che ha tutta la mia stima.

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