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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

Revisione “Marchi indelebili”: presente o passato?

Per cause di forza maggiore (legate alla casa editrice e di cui non intendo parlare qui, almeno per ora), la pubblicazione di Marchi indelebili non avverrà entro la fine del 2013, com’era previsto. Che non ci fosse più niente di certo, a dire il vero, lo sapevo già da qualche tempo… Visto però che stavo lavorando anima e corpo al romanzo e vista la fatica che ho fatto per immergermi nella riscrittura del testo, ho deciso di portare comunque a termine la revisione. Adesso sono a buon punto, direi che resta da rivedere la delicata parte finale e poi il tutto un’ultima volta, a riscrittura terminata (ricontrollando e valutando le osservazioni e le perplessità che mi sono potuto lasciare alle spalle annotandole sui miei quadernetti).

Vado al punto. Come mi ero prefissato a inizio revisione, ho sperimentato e sto sperimentando parecchio. Anche per ciò che riguarda i tempi verbali. Credo che, se ben gestiti, si possano anche alternare in maniera fruttifera nel corso di un romanzo, un racconto, addirittura all’interno di una singola sequenza, senza creare stonature o salti sgradevoli. E anzi conferendo ulteriore spessore e cambi di ritmo alla lettura che potrebbero rivelarsi tutt’altro che nocivi.

In quest’ottica mi sono trovato più volte a dover scegliere il tempo verbale più adatto alla singola sequenza. In particolare all’interno di alcuni capitoli-racconti già caratterizzati dalla presenza di sequenze al passato e altre al presente. Sebbene io abbia alcuni criteri vincolanti, ve ne propongo una, in cui mi trovo incerto sulla preferenza. Si tratta di un paio di scene più o meno centrali dello stesso racconto di cui ho già parlato qui, “La consorte ideale”, e che ho lasciato da parte nella revisione.

Qui sotto riporto le due versioni. Per realizzare la seconda ho cercato di rimanere il più fedele possibile alla prima, ma naturalmente non non mi sono potuto limitare a sostituire il presente al passato nei verbi… A mio parere, il tempo presente forza lo scrittore al mostrato e cala con maggior efficacia il lettore nella storia. D’altronde la narrazione al passato impone un distacco maggiore, concede più soluzioni allo scrittore e fa tollerare di più il raccontato (che comunque dev’essere efficace o quantomeno breve) al lettore.

donna ombra

Sequenza centrale – La consorte ideale – passato

Sequenza centrale – La consorte ideale – presente

gelosia-bionda

Mi rendo conto che si dovrebbe leggere l’intero capitolo-racconto, d’altra parte è importante anche la prima impressione. Preferenze? Si potrebbe anche pensare di distinguere le due scene di ciascun estratto e preferire una versione mista.

There are 10 Comments to "Revisione “Marchi indelebili”: presente o passato?"

  • Alice scrive:

    Mi sono piaciute tutte e due le versioni :-) Non è faciele scegliere ma se devo proprio scegliere preferisco quella al presente. non so bene perché, mi è sembrato di essere più vicina alla stroria.

  • tullio scrive:

    io preferisco la versione con i tempi al passato…per sapere se lei è una baldracca devo aspettare il 2014?

    • Francesco Barbi scrive:

      Ciao Tullio, benvenuto e grazie per il feedback. Data la situazione con la casa editrice, non giurerei neppure sul fatto che il libro sarà edito nel 2014 (sebbene sia probabile)… Ma se ci tieni a sapere se la tipa è una baldracca o meno prima del 2014, posso inviarti il capitolo-racconto oppure darti una risposta secca. Dimmi tu.

      • Tullio scrive:

        Ti ringrazio ma preferisco aspettare…è sempre meglio non sapere, in questi casi. In più, ieri ho comprato “il burattinaio” la cui lettura mi prenderà un bel po’ di tempo visto che posso leggere solo qualche minuto al giorno.

  • Psicomama scrive:

    Ah, ah! Bello lo scambio con Tullio!
    Duro da digerire che il libro non esca. Se non ne vuoi parlare aspetto. Darai nuove?
    Difficile la scelta sui pezzi. Tutti e due belli. Se si può mischiare forse vedrei al presente la scena più adrenalinica, la prima, e al passato la seconda.
    Ma è bello anche il contrario: al passato il flusso di coscienza e calati dentro ancor di più dal presente nel dialogo serrato.
    Ma sai che non saprei quale scegliere?
    Sicuro però che mi piaccia il mix presente passato. Dà movimento. (Anche se è sperimentale e può stridere… Ma la tua arte sta proprio nel non renderlo stridente, vedi l’acciaparatt, col suo gustoso agrodolce).

    • Francesco Barbi scrive:

      Quando ci saranno nuove “sicure”, ne parlerò. Ma la situazione è più complicata di quel che prevedevo.
      Riguardo all’estratto, il tuo commento mi conforta… ma di certo non posso dire che mi sia di grande aiuto in un’eventuale scelta. :)

  • Lidia Perfinta scrive:

    Eccomi di ritorno su questi lidi.
    Ho letto i brani, (e tanto io lo so come finisce, eh, eh). Beh, di solito preferisco di gran lunga le storie scritte al passato. Il tempo presente mi dà spesso la sensazione di liste della spesa.
    Ma nel caso di Marchi Indelebili è diverso. Mi sono sempre trovata a mio agio col tempo presente; (forse perché è fantascienza, e quindi il passato mi sembra che stoni? Non so)
    Mi piacciono tutte e due le versioni della storia, ma pensando al resto del libro, ecco, questo è un racconto che mi piace leggere al presente. Ci sta bene! :)
    (lo so, sa tanto di “perché sì, perché è fantasy).

    • Francesco Barbi scrive:

      Be’, qui non c’è un giusto o uno sbagliato sostenibile con argomentazioni che non cadano anche nella sfera soggettiva. In fondo quel che ho chiesto è un parere che non può prescindere dal gusto personale. Ti ringrazio per il prezioso feedback. :)

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