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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

Esperimenti di scrittura, 1.2

L’idea, quando più di 2 mesi fa scrissi il primo post della serie, ora rinominato Esperimenti di scrittura 1.1, era di seguire la costruzione di un breve racconto attraverso più post ravvicinati in una sorta di “making of” delle diverse fasi: dall’idea generata attraverso una forma di scrittura automatica alla riflessione sulle possibili scelte del sapore, l’ambientazione e i personaggi, alla ricerca del motore del racconto, per poi delinearne uno schema di stesura piuttosto dettagliato.

short-story

Al momento il tempo da dedicare al blog a mia disposizione è poco, per cui non sono riuscito a dare seguito a quel post, finora. Il problema è che scrivere un racconto è impegnativo e ora come ora sono completamente immerso nel lavoro di revisione di Marchi indelebili. Anche perché più che di revisione, ahimè, si tratta e si tratterà di riscrittura. Non era previsto, ma così ha da essere. Mi sono messo l’animo in pace adesso, perché non mi chiedo più se intervenire o meno, togliere questo o quello, snaturare e modificare. Adesso ho deciso che posso (devo) farlo. Sforbiciare e riscrivere. Quanto? Quanto sento di dover fare per sentire di aver scritto al meglio.

Ebbene, tutto questo preambolo per dire che l’esperimento di scrittura automatica non rimarrà inutilizzato. Qualcosa “emerso” da quel pezzo andrà a finire in uno dei primi capitoli-racconto del romanzo di fantascienza. Un racconto che avevo deciso di togliere ma di cui recupererò l’idea portante per scrivere un nuovo racconto che vada a riempire un tassello mancante nel processo di trasformazione in romanzo che sto attuando sul testo.

maiale3

L’insieme delle idee giudicate buone, specie in un periodo come questo, è come il maiale: “non si butta via niente”. E anzi il tentativo di adattare un’idea a un ambito diverso da quello per cui è stata pensata può spesso conferirgli maggiore originalità.

Sebbene avessi lasciato da parte il pezzo venuto fuori dall’esperimento di scrittura automatica, alcuni elementi che avevo giudicato buoni sono evidentemente rimasti vivi nella mia mente. Dopo 1 mese circa dalla pubblicazione di quel primo post mi sono imbattuto per caso in un articolo su “the krokodil drug”, anche detta “zombie drug”… La pelle squamosa, da coccodrillo, mi aveva attirato per l’ovvia connessione con la Alexis venuta fuori dal primo di questa serie di post (ci sono anche altri punti di contatto, nonostante io non avessi mai sentito parlare di questa droga). Ho fatto una breve ricerca  e ho visto un paio di video che mi hanno colpito nel profondo. Come un essere umano possa iniettarsi una simile sostanza nelle vene e continuare a farlo dopo certi effetti è davvero di difficile comprensione o quantomeno conduce a interrogarsi sulle possibili forme di miseria e follia umana. Ecco qualche link (attenzione, certe immagini possono dare molta noia):

Evito di inserire foto perché possono essere davvero molto disturbanti. In ogni caso ho iniziato a pensare di legare Alexis a quella sostanza e di scrivere un racconto su quella realtà o comunque su qualcosa di molto simile. Le periferie degradate delle cittadine industriali di Tver o Zhukovsky sembrano uscite fuori da un film di fantascienza, così come il centro per la disintossicazione di Chichevo (a cui sembrerebbe sorprendentemente alludere il Centro che compare nel pezzo di scrittura automatica).

Quell’idea è rimasta in sospeso nella mia mente, la mancanza di tempo mi ha impedito di concretizzarla; l’ho recuperata però quando mi sono reso conto che c’era un tassello mancante nel lavoro di trasformazione in romanzo che sto attuando su Marchi indelebili. Mi capita spesso che proprio il tentativo di mettere insieme due idee indipendenti pescate da “bacini” diversi, facendole collimare e “dialogare” a dovere, mi porti a una costruzione che sento originale. Tra l’altro, guarda caso, in questo momento ho appena iniziato a leggere World War Z (La guerra mondiale degli zombie), un romanzo horror fantascientifico post apocalittico estremamente verosimile che sto trovando davvero ben costruito e ben scritto.

Di recente ho così pensato che potessi conservare l’idea alla base del racconto eliminato, modificarla appena per costruire un nuovo racconto il cui protagonista avesse il “disturbo” di Alexis e facesse uso di una droga del tutto simile a quella di cui sopra.

Ecco dunque determinati il sapore, l’ambientazione e i personaggi del racconto: quelli di Marchi indelebili. Forse potrebbe essermi utile cercare di illustrarne qui gli aspetti più significativi ma… non ho tempo.

A breve uno schema del racconto.

There are 7 Comments to "Esperimenti di scrittura, 1.2"

  • Psicomama scrive:

    Magnifico il maiale!
    I link invece sono agghiaccianti. No comment, ho il voltastomaco e un peso sul cuore.

    Dirò invece che mi è molto piaciuto assistere e in certo senso partecipare allo sbocciare di un’idea collaterale che si fa testo, parte di un progetto più ampio. Non è sempre un po’ così?
    E infine, serendipitá, per dirla con Jung, sincronicitá: niente è per caso. Il tuo inconscio è una buona guida. :-)

    • Francesco Barbi scrive:

      Vero, certe immagini sono proprio agghiaccianti. Va bene voler morire, ma così no. Quella è una morte da incubo. Mesi o anni di sofferenza e orrore a meno di continuare a farsi senza soluzione di continuità. Questo probabilmente è ciò che frega una volta entrati in quella spirale perversa, ciò che fa andare loro avanti nonostante gli effetti atroci sul corpo.

      Credo senz’altro alla sincronicità e cerco di tenere sempre aperte le porte dell’inconscio. :)

  • Lidia Perfinta scrive:

    Concordo con Psicomama. Niente è per caso.
    Mi sono ritrovata in pieno in quello che dici.
    L’incontro di idee venute in momenti diversi, (anche distanti anni fra loro), o pensate per storie che non sembrano potersi mai toccare, è il brivido che amo di più nello scrivere storie.

    • Francesco Barbi scrive:

      Sì, le idee buone continuano a ronzare in testa finché non trovano una loro collocazione. E l’incontro di idee apparentemente indipendenti porta spesso, specie se si è pronti e allenati a farle dialogare, a nuove idee, più complete e sfruttabili.

  • Lidia Perfinta scrive:

    Ciao, a proposito di storie… Per un po’ ho dovuto interrompere la lettura, ecco perché non ti ho più dato un parere, (non certo perché sia brutto). E’ il periodo ad essere brutto. Non volevo che influenzasse e rovinasse il piacere di leggere. Ora l’ho ricominciato. Mi farò sentire presto! :D

  • [...] Esperimenti di scrittura, 1.2 [...]

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