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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

Consigli film: Looper

Ore 00:26, sullo schermo iniziano a scorrere i titoli di coda. Le luci si accendono, mi alzo e mi dirigo rapido verso la toilette. Da una buona mezz’ora la Moretti da 66 cl che mi sono scolato si fa sentire nella vescica.
Mi butto giù per le scale, infilo la porta del bagno col dubbio nella mente. Distratto dal bisogno, non sono certo di aver colto bene un dettaglio in una delle ultime scene. Stavo quasi per chiedere a bruciapelo a qualcuno dei rimasti seduti a meditare, mentre venivo in bagno.
Di fronte a un WC a parete, tiro giù la cerniera dei jeans e inizio a pisciare. Entra un tizio, mi affianca. Ci penso un po’, ma nemmeno troppo, e gli faccio: <<Ma gli ha accarezzato i capelli proprio come lui si ricordava che faceva sua madre?>>
<<Mmh…>>
<<Sì, ma non è… Non è che si voleva far credere che potesse essere davvero sua madre…>>
Il mio interlocutore, 40 anni, capelli lunghi, ricciuti, grigi, viso affilato, non risponde, ma è d’accordo, scuote la testa. “No,” mi dice senza aprire bocca. 
Continuo. <<Insomma, non c’erano allusioni. La scena era così… Per mostrare l’amore, l’amore di una madre… Che è invincibile.>>
<<Bravo.>> La mia interpretazione gli è piaciuta.
Be’, ho finito. Tiro su la cerniera. <<Tutto sommato, questo film mi è piaciuto>> dico.
<<Sì, molto carino.>> Finisce anche lui.
<<Oltretutto ultimamente sono rari i bei film di fantascienza.>>
<<Vero.>>
<<Vabbé, buona serata.>>
<<Buona serata.>>
Esco dal bagno e me ne torno a casa, riflettendo sul fatto che quello che ho appena visto, un film di science-fiction, l’ho percepito come un film sull’educazione dei figli. O meglio, mi ha colpito, mi ha emozionato, per il messaggio che io ho colto in quel senso.

Ho una figlia di 5 anni e un figlio di 8 mesi, il che mi consente di rado di andare al cinema, ultimamente. Ieri l’altro mi sono organizzato e sono andato a vedere Looper. Ho fatto bene.
Sarà che un paio di giorni fa ho letto un interessante articolo scritto da Concita De Gregorio su Il Post, “Generazione sazia“, sulla scuola e i figli di oggi, ma quando sono uscito dal cinema mi è venuto spontaneo accostare il film all’articolo; un accostamento un po’ audace, lo riconosco, ma proprio per questo forse degno di riflessione. Da una parte Concita De Gregorio ci racconta e ci mostra la sua realtà personale, alcuni aneddoti emblematici che riguardano i suoi figli, e si chiede, dichiarando di non saper rispondere, se davvero un’educazione improntata sulla comprensione, sull’amore incondizionato e sul dare tutto (o comunque il più possibile) ai figli sia davvero la migliore educazione. Dall’altra un film di fantascienza, di azione, crudo e violento, che invece fa riflettere circa la libertà, il libero arbitrio di ciascuno di noi e, in ultima analisi, sull’importanza dell’amore incondizionato di una madre. Quell’amore che può tutto, e sopra ogni altra cosa, può cambiare il futuro. Il futuro di un bambino, così come il futuro della nostra specie.

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Looper è un film del 2012 diretto da Rian Johnson, con protagonisti Joseph Gordon-Levitt e Bruce Willis che interpretano lo stesso personaggio rispettivamente da giovane e trent’anni più vecchio. Nell’anno 2044 Joe è un killer che lavora per la criminalità organizzata, uccidendo su commissione persone inviate indietro nel tempo dal 2074, in cui il viaggio nel tempo è da poco divenuto realtà (e naturalmente vietato). Per i criminali del futuro inviare nel passato le vittime è infatti diventato il modo migliore per eliminare persone senza lasciare tracce, facendo letteralmente sparire i corpi, delle vittime (e degli assassini). Joe svolge il suo lavoro con determinazione e naturalezza, finché un giorno riconosce nel suo prossimo bersaglio se stesso, invecchiato di trent’anni. (da Wikipedia) 

Trovate molte recensioni, quasi tutte molto positive, piuttosto brevi e ben fatte, qui. Ne riporto in particolare un paio, rispettivamente quelle di Giancarlo Zappoli e donni romani, di cui condivido i punti salienti (attenzione agli spoilers):

  • Un’eccezionale crime story futuribile che riflette sulle potenzialità del libero arbitrio – Kansas 2044. Il viaggio nel tempo non è ancora stato inventato ma trent’anni più avanti è divenuto una realtà di cui però è vietato l’utilizzo. Ovviamente il crimine non si occupa dei divieti e ne fa un uso molto specifico. Un’organizzazione guidata da un capo spietato ‘trasferisce’ le proprie vittime trent’anni indietro dove un killer (detto ‘looper’ traducibile in ‘uomo che si occupa del cerchio’) lo attende per eliminarlo e farne sparire il cadavere. Joe è un looper che risparmia ciò che guadagna in questo mestiere per alimentare il sogno di potersi trasferire in Francia. Ma dal futuro è iniziata una nuova campagna: tutti i looper ancora presenti sul territorio nel 2074 vanno spediti trent’anni indietro perché vengano uccisi. Un giorno Joe si vede arrivare davanti … se stesso con trent’anni in più. Quentin Tarantino ha di recente collocato Looper nel ristretto elenco dei film del 2012 che considera veramente validi. Non gli si può dare torto perché il film di Rian Johnson si colloca su un livello decisamente elevato nell’ambito della sci-fiction. La sceneggiatura di cui è autore non si limita a contestualizzare una parte della vicenda in una città vagamente simile alla Los Angeles di Blade Runner e a ‘giocare’ (come altri hanno fatto) con l’idea del viaggio, in questo caso all’indietro, negli anni.. Johnson va oltre e, senza dimenticare mai l’azione, ci spinge a riflettere non solo su quella convenzione che chiamiamo ‘tempo’ ma sull’uso che possiamo farne. È un film sul libero arbitrio Looper, cioè sulla possibilità o meno di modificare il corso degli eventi futuri. A livello di macrostoria forse più d’uno si è posto la domanda di cosa avrebbe fatto se avesse avuto la possibilità di trovare davanti a sé un Hitler, uno Stalin bambini con la consapevolezza di ciò che sarebbero divenuti una volta adulti. Il quesito non è di quelli di poco conto così come non lo è la risposta. Nella seconda parte della vicenda è su questo piano che si debbono confrontare i due Joe. Appunto: ‘i due’. Qui scatta un ulteriore quesito che va al di là dell’essere coinvolti in una crime story futuribile. Cosa accadrebbe se potessimo trovarci dinanzi a un ‘noi stessi’ con qualche decennio in più disposto a raccontarci il nostro futuro e intenzionato ad espungerne la parte più dolorosa? Adamo ed Eva, nel paradiso terrestre, non conoscevano il Bene e il Male prima del peccato. Anche noi però, loro discendenti, abbiamo conservato un angolo di paradiso non avendo cognizione del nostro futuro. Ciò ci offre il grosso vantaggio di non vivere sotto l’oppressiva cappa di un destino noto ed ineluttabile. Ci impone però di scegliere in ogni giorno ed in ogni singolo minuto della nostra vita. Liberamente ma consapevolmente perché il futuro (nostro e altrui) si costruisce così: ad ogni tic delle lancette sull’orologio della vita. Rian Johnson ci invita a ricordarlo.
  • Fantascienza e sentimenti – Fantascienza senza astronavi o mostri alieni, fantascienza che si occupa di sentimenti, delle implicazioni future, delle responsabilità di chi agisce oggi pensando –  o non pensando – a ciò che questo comporterà per ciò che saremo domani. L’azione ha inizio nel 2044 e ci fa sapere che in un futuro non troppo lontano i viaggi nel tempo saranno tanto comuni quanto proibiti, ma verranno usati dai criminali per sbarazzarsi di persone sgradite, mandandole indietro nel tempo, bendate e legate, per essere eliminate dai Loopers, killer che fanno il lavoro sporco e guadagnano lingotti d’argento. Joe è uno di questi killer, uno fra i più giovani, fa una vita piuttosto disordinata fra donne e droghe senza farsi scrupoli  di nessun genere –  neanche a tradire un amico che non ha avuto il coraggio di uccidere il suo viaggiatore nel tempo quando si è accorto di essere lui stesso dopo trent’anni – fin quando non si troverà nella stessa situazione, occhi negli occhi con un se stesso invecchiato ma molto più ricco di esperienza e di umanità. L’uomo è tornato al 2044 per eliminare un bambino che dopo trent’anni sarà il responsabile dell’uccisione dell’adorata moglie e chiede al giovane se stesso di aiutarlo, di cambiare, di capire. La seconda parte del film è estremamente emozionante, meno d’azione e più di riflessione, fatta di incontri e confronti, di dialoghi e rivelazioni, fino ad un colpo di scena finale davvero ben orchestrato. Il pensiero non può non andare al”Esercito delle dodici scimmie” e a quel tipo di fantascienza capace di coniugare il futuro e le sue aberrazioni con le spire dei sentimenti che legano i protagonisti in un gioco di specchi e di rimandi, in cui solo liberandosi di un passato sbagliato si può avere un futuro. Bruce Willis e Joseph Gordon-Levitt (truccato per assomigliare al suo older ater ego) sono perfetti nell’interpretare le inquietudini di chi deve combattere contro se stesso oltre che contro  nemici reali, e la presenza femminile, al contrario di ciò che spesso accade in pellicole del genere, ha un peso specifico importante,  determinante quasi. Ritmo da film d’azione, emozioni da pellicola psicologica, un bel mix di tensione e rimpianti fanno di “Looper” un perfetto esempio di come un film di fantascienza possa fare spettacolo anche non facendo invadere le città da mostri alieni, perchè le emozioni dell’animo umano sono molto più misteriose e insondabili di qualunque creatura extraterrestre.

Nel film non mancano però i possibili difetti, come fa notare Emanuele Manco su FantasyMagazine (qui). Per certi versi, posso anche essere d’accordo con le sue critiche, ma personalmente non ho sentito così gravi la mancanza di alcuni dettagli, la presenza di interrogativi che rimangono senza risposta, alcune incoerenze o fatti poco verosimili nella gestione dei legami causa-effetto attraverso i due piani temporali distanziati di 30 anni (molte cose si possono però spiegare se si accetta l’idea, non originale, della coesistenza di più linee temporali). Ci sono più livelli di lettura, è ovvio che sarebbero da curare e da mantenere coerenti tutti quanti… D’altra parte durante la visione io ho evidentemente dato maggior peso al livello più profondo, al messaggio, alla spinta alla riflessione, alle emozioni che il film è riuscito comunque a suscitare dentro di me.

Dunque un film che punta alla riflessione e all’emotività, ma che rimane anche un film di azione e fantascienza. L’idea di fondo su cui si regge è legata al solito viaggio nel tempo, però lo sviluppo e l’uso circoscritto che se ne fa è a mio parere abbastanza originale. Alla base c’è, insomma, quell’idea buona che sostiene ogni buon film, specie se di fantascienza.

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A questo proposito, da segnalare nella gestione-spiegazione dei possibili paradossi temporali il fatto che i ricordi sbiadiscano più ci si avvicina ad essi attraverso il viaggio temporale, un po’ come il principio di indeterminazione di Heisenberg. L’ambientazione, benché non sia poi così originale, è curata e muove aperte critiche nei confronti di alcuni aspetti della società americana attuale. Non è al centro, ma è costruita attraverso buoni dettagli, la cappa distopica è ben calata sulle vicende e le avvolge. La macchina del tempo, e il 2074, vengono mostrati quasi di sfuggita. Poco male, non sono quelli gli elementi su cui puntare l’attenzione.

Come accennato, infatti, ambientazione e idea di fondo sono mezzi (non fini) per stimolare una riflessione, sviluppare un tema che è legato al libero arbitrio, ovvero alla libertà di ognuno di noi, alle scelte e all’educazione, in un loop quasi transgenerazionale (in cui si può in qualche modo divenire genitori di noi stessi)… Come c’era da aspettarsi, alla fine non si può dire se viene prima l’uovo o la gallina (sebbene il finale non sembri poi così aperto). Non si può sapere se un individuo è veramente libero o se il genitore, o qualcun altro, abbia scelto per lui e determinato il suo destino. E viene da domandarsi: chi ha scelto per il genitore? Si va così avanti in un loop infinito.

In definitiva, intrattenimento di ottimo livello, ma non solo. Looper è un film di science-fiction adulto, intelligente e originale, che dosa bene i momenti di azione e spettacolarità con quelli dedicati all’introspezione e alla caratterizzazione dei personaggi principali, interpretati da un ottimo cast. Non un capolavoro, ma un film che poggia su una buona idea, ben fatto. Non è Matrix, né L’esercito delle dodici scimmie, ma personalmente lo ritengo un buon film.

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There are 6 Comments to "Consigli film: Looper"

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