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Francesco Barbi – blog | Io sono libero?

“Io sono libero”: la foto in terza di copertina…

Non avrei mai pensato che, ben oltre i quarant’anni, qualcuno mi avrebbe fatto un vero e proprio servizio fotografico. Ho pensato però che, a una settimana dall’uscita in libreria, potevo anche parlarne. Provo un certo imbarazzo, d’altronde ho l’impressione che, con la pubblicazione di “Io sono libero”, mi dovrò un po’ abituare a questo genere di emozione… Attenzione, non mi vergogno di quanto scritto, affatto. Provo però un certo disagio, un po’ come quando mi spogliavo per la prima volta davanti a una ragazza, o nelle mie prime esperienze naturiste. Quel disagio, quell’imbarazzo lì. Perché comunque quando si scrive un libro ci si espone; e se ci si espone quando si scrive un libro fantasy, figuriamoci quanto ci si espone quando si racconta una storia ambientata nella tua città, con protagonisti che hanno l’età che avevi tu nel momento in cui la storia è ambientata.

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A ogni modo, torniamo al servizio fotografico. Qualche mese fa non avevo foto di me adatte per essere inserite sul risvolto di copertina del libro, o meglio, non avevo foto adatte con una risoluzione sufficientemente alta. E difatti, nell’anteprima per il Salone, è stata inserita una foto carina, ma decisamente troppo “sgranata” (come l’editore mi ha fatto giustamente “pesare”). Dunque mi ero ripromesso di provare ad ovviare al problema… senza però realmente attivarmi per risolverlo. Non è affatto semplice farsi fare una bella foto.
Come spesso succede, se si è ottimisti e un pochino fortunati, la vita provvede a fornirti le risorse. Mi è infatti venuto in soccorso Angelo Liuzzi, caro amico e persona estremamente ricca e poliedrica, che fa il fotografo (ho conosciuto negli anni anche le sue qualità di scrittore, ballerino di tango, cartomante, maestro di asilo e cuoco sopraffino) e che mi ha detto, dopo aver visto la copertina dell’anteprima del libro su Facebook: “Ho visto che il 20 settembre esce il tuo nuovo libro, me lo compro di sicuro anche se hai messo una foto… Ma quando ti fai fare un po’ di foto serie da me da mettere sui tuoi libri?”
Ebbene, me le sono fatte fare. E non solo sono molto soddisfatto del risultato (sembro quasi un bell’uomo), ma mi è anche piaciuto molto. Grazie mille Angelo, ti sono riconoscente. Anche per l’esperienza, per certi versi profonda, che l’essere fotografato in questo modo genera. E adesso bando alle ciance, ecco le foto che abbiamo inizialmente ritenuto papabili per la copertina:

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Nessuna di queste è stata scelta. Alla fine, abbiamo deciso per questa:

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Ma da dove sbuca quel sorriso? Be’, guardate come è stata ricavata l’immagine e lo capirete (cliccare su Read more):

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“Io sono libero”: colonna sonora

La scorsa settimana “Io sono libero”, impaginato e cover, è andato in stampa. Les jeux sont faits. Sarà in libreria l’11 ottobre, quindi con un lieve ritardo rispetto alla finestra temporale inizialmente prevista per l’uscita ufficiale (che era tra il 20 settembre e il 4 ottobre). Questa data comunque non mi dispiace, tanto più che il 9 è luna nuova.

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Sorriso a mille denti al SalTo18… Che ripropongo adesso che il libro è chiuso e posso lasciarlo andare.

In questo post voglio però parlare di un aspetto peculiare che caratterizza “Io sono libero”, ovvero la sua relazione con la musica. Come già accennato in un altro post, al termine del romanzo è presente una colonna sonora, comprendente tutti i riferimenti ai brani musicali che compaiono nel testo. Personalmente consiglio, se la cosa è fattibile con una certa comodità, l’ascolto dei diversi pezzi in concomitanza con la lettura per una più completa immersione nelle atmosfere del testo. Sono convinto che ciò possa dare ulteriore spessore all’ambientazione per chi non si è mai affacciato su quel mondo o regalare un piacevole e melanconico viaggio indietro nel tempo a chi ha vissuto più o meno direttamente certe situazioni. Questa la COLONNA SONORA:

  • pp 11 — Sunbeam, Outside World (1994)
  • pp 21 — X-Form, Pleasure Voyage (Apollo Mix, 1996)
  • pp 26 — Age of Love, Age of Love (1990)
  • pp 27 — Robert Miles, Children (1994)
  • pp 31 — Marvin Gardens, My body and my soul (1991)
  • pp 35 — “Ricky Le Roy – Live @ Club Imperiale, Tirrenia (PI) -06.06.1993 Voce Franchino & Leo De Gas”
  • pp 42 — Wim Mertens, Struggle for pleasure (1983)
  • pp 45 — U2, Sunday Bloody Sunday (1983)
  • pp 47 — Lou Reed, Perfect day (1972)
  • pp 54 — Mystic Force, Psychic Harmony (1994)
  • pp 57 — Duke, So In Love With You (Full Intention Mix, 1996)
  • Cap 3 — “kama kama 1999 mario scalambrin.wmv” – La musica delKama è ben rappresentata da questi quindici minuti.
  • pp 66 — Grace, Not over yet (BT’s Spirit of Grace), (1995)
  • pp 86 — Todd Terry, Keep On Jumpin (M. Wash/J. Brown, 1997)
  • pp 91 — Li Kwan, Point Zero (1994)
  • pp 95 — Emmanuel Top, Attack Verde – Acid Phase (1994)
  • pp 99 — Laurent Garnier, Wake up (1993)
  • pp 105 — Bora Bora, Love Song (1993)
  • pp 121 — Eartha Kitt, Where is my man (mix, 1994) – Si consiglial’ascolto della versione Attack Mix di Joey T. Vanelli (2000).
  • pp 138 — Dj Ciro e Gianni Agrey, Cyber Frog (1996)
  • pp 142 — Aurora, Cielo (1994)
  • pp 154 — Iron Wooble, Neverending Dreams (1994)
  • pp 167 — Co. Ro. Feat. Taleesa, Because the night (1992)
  • pp 183 — Dj Dado, Metropolis – The legend of Babel (extended vocalmix, 1996)
  • pp 188 — Legend B, Lost in love (1994)
  • pp 203 — Moonman, Don’t be afraid (1996)
  • pp 206 — Crystal Waters, A hundred percent pure love (1994)
  • pp 206 — Opus III, It’s a fine day (1992)
  • pp 208 — Eskimos and Egypt, South Central L.A. (1993)
  • pp 210 — Spiritualist, Bright white light (Disco Storia Le Voyage, 1995)
  • pp 215 — 2 Culture in a Room, Android (Gigi D’Agostino rmx, 1995)
  • pp 217 — Frankie Knuckles, Your Love (1987)
  • pp 222 — Ziet-O, The sheltering sky (1994)
  • Cap 9 — “Ricky Le Roy & Franchino @ Club Imperiale 9 Maggio 1993”e “Ricky Le Roy 1993 IMPERIALE Franchino Mezzanottemezzogiorno” – L’atmosfera al fuori-orario dell’Imperiale è stata ricostruita attraversoqueste due ore di registrazione.
  • pp 228 — Goahead, Free Beach (Anjuana Mix, 1993)
  • pp 231 — The visions of Shiva, How much can you take (1993)
  • pp 232 — The Siamese Twins, A proper cup o’coffee (1993)
  • pp 243 — Donna Summer, I feel love (versione disco, l’originale è del1977)
  • pp 245 — Cyberia, Mr Chill’s Back – door 3 (1993)
  • pp 246 — Yomc, Oasis (1995)
  • Cap 10 — “Andrea Giuditta – Pianeta IMPERIALE – Franchino03/04/1994” e “Andrea Giuditta Franchino 44ore 01/01/ 1994 Imperiale NoLimitsClub” – L’atmosfera al fuori-orario dell’Imperiale è stata ispirataanche da queste 2 ore di registrazione.
  • pp 253 — Giorgio Moroder, Love theme dal film Flashdance (1983)
  • pp 254 — Space Front, Strange (1996)
  • pp 259 — Lotus Eye (Komatex Remix), Enchanted (1994)
  • pp 262 — Beethoven, Nona Sinfonia (1824)
  • pp 274 — U 96, Love sees no colour (1993)
  • pp 301 — Nina Simone, Sinnerman (1965) – A Geronimo sarebbe moltopiaciuta la versione di Felix da Housecat (2003).
  • pp 307 — Gigi D’Agostino, Fly (1996)

Ho scritto le diverse scene ascoltando rigorosamente i pezzi che vi sono associati. Come detto (e raccontato qui), credo fermamente che l’esperienza di lettura risulti arricchita se accompagnata dall’ascolto dei pezzi via via citati nel testo. Trovate la colonna sonora completa di tutti i pezzi su youtube, digitando ad esempio “Io sono libero colonna sonora”… Qui.
Buon ascolto!

“Io sono libero”: ultima revisione

Nella foto sotto mi vedete a maggio, al Salone del Libro, che firmo tutto preso una copia di “Io sono libero”; e quindi potreste pensare che al tempo il libro fosse bell’e pronto per essere lasciato andare…

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E invece, ahimè, no, sono ancora qui che ci lavoro. Be’, ormai sono proprio in dirittura di arrivo, il libro sta andando in stampa (l’uscita in libreria è prevista per il 27 settembre). Si è trattato di una leggera ultima revisione, per eliminare i refusi dovuti ai pochi giorni con cui abbiamo chiuso in tempo per il Salone, per aggiustare qualche dettaglio, per aggiungere i mancati “a capo” o togliere virgole e puntini. Durante l’estate ho però sentito anche il bisogno di riflettere un’ultima volta su alcune scelte stilistiche per le quali nutrivo ancora dubbi. Ve ne racconto qualcuna e magari, se ne aveste voglia, potreste dirmi che ne pensate.

  • I pensieri diretti”: nel testo sono riportati i pensieri, in prima persona, dei personaggi dal cui punto di vista vengono narrate le diverse scene. Inizialmente segnalati in corsivo, ho poi scelto di non evidenziarli in alcun modo (sono comunque frasi isolate tra due punti a capo); ho fiducia nel lettore e sono convinto che il testo, scevro da qualsivoglia incursione dell’autore, risulti più fluido. Credo che la scelta di non segnalare i pensieri sia più originale, al passo coi tempi e particolarmente indicata per questo romanzo.
  • Analogamente, ho preferito non evidenziare in corsivo o in maiuscoletto le frasi del vocalist Franchino, all’Imperiale, così da fonderle nel testo. Quindi nessuna modifica del carattere. Per non confondere le frasi dei personaggi con quelle del vocalist, abbiamo però trovato la soluzione di segnalare queste ultime non con le virgolette << usate nei dialoghi consueti, ma con i trattini – .
  • Ho usato il corsivo soltanto per indicare i titoli di film, libri o canzoni. Vero è che tutto il romanzo è scritto attraverso l’immersione più o meno profonda nel punto di vista dei diversi personaggi e quindi utilizzare il corsivo potrebbe essere in qualche modo interpretabile come un intervento del narratore-autore, d’altra parte davvero pochi sono i romanzi in cui non vengono segnalati-evidenziati i titoli di film e canzoni (tanto più che anche nella mente dei personaggi potrebbero essere percepiti come “evidenziati”, e quindi in corsivo). In questa scelta ho un unico problema, quando uno dei personaggi (Il Ghigna) pensa a rivedere Uans wer worriors. Scritto come appena scritto, senza naturalmente neppure le virgolette. Quindi il titolo Once were warriors è storpiato e il corsivo non è utilizzabile. Io lo trovo efficace (a far capire l’immersione nel punto di vista), però è l’unico caso in tutto il libro e quindi si potrebbe rinunciare alla storpiatura ed inserire il titolo corretto in corsivo. Questo è rimasto un dilemma fino all’ultimo.
  • A partire da metà circa del testo, uno dei personaggi (di nuovo il Ghigna) inizia a mangiarsi qualche lettera a causa del suo stato di alterazione (soprattutto da cocaina). Anche qui ho confermato la scelta fatta nella versione per il Salone di non utilizzare apostrofi per segnalare la mancanza di lettere (come invece ho fatto e avrei fatto per rendere il dialetto) e quindi di troncare o far sparire alcune lettere dalle parole senza alcuna segnalazione, proprio per indicare al lettore che si tratta di “anomalie”. Ad esempio, la più frequente porc troia (invece di porc’ troia, ovvero porca troia), oppure musca (al posto di mus’ca, ovvero musica), s fa (al posto di s’ fa, ovvero si fa).

“Io sono libero”: cover e quarta di copertina

Come accennato nell’articolo precedente, il romanzo è già stato stampato in un centinaio di copie per un’anteprima al Salone del Libro di Torino 2018. Questa sotto è la cover, completa di risvolti e quarta di copertina: ci piace, per cui pochi saranno i cambiamenti nella versione definitiva, qualche piccolo dettaglio, qualche frase… Forse però potremmo ripensare al pezzo scelto per la quarta di copertina?

Cover completa dell'anteprima Sal18 di "Io sono libero"
Cover completa dell’anteprima per il SalTo18 di “Io sono libero” – cliccare per ingrandire

Io sono per lasciare la quarta scelta per l’anteprima (ovvero la numero 1. riportata qui sotto), non mi sembra affatto male ma, onde evitare futuri rimorsi, propongo qui sotto gli altri 3 pezzi presi in considerazione. La vostra opinione-preferenza sarà chiaramente gradita, anche al fine di un eventuale piccolo sondaggio (qui e/o su Facebook). Quale delle seguenti 4 proposte ritenete sia la quarta più efficace/accattivante?

1. Le cose si sistemeranno, è sempre così, gli sembra di essere nella merda fino al collo, nessuna via d’uscita, e poi se la cava. Se l’è sempre cavata. Sì, e all’Imperiale magari ci ribecca anche quegli stronzi che gli hanno dato il pacco sabato scorso. Stavolta gliela fa vedere lui.

2. «Cazzo Gero, altro che Goa, qui si va a finire ma in galera.» Libero sente la mascella irrigidirsi di nuovo.
Come cazzo fa a pensare a Goa ora?
Si volta, serio, fa per porre quella domanda all’amico. Le parole gli muoiono in bocca. Geronimo sorride, dietro quei suoi occhialetti del cazzo, parte a muovere la testa al ritmo della musica, che ancora non c’è. Non è che sta facendo una grossa cazzata a fidarsi di lui e delle sue idee del cazzo?
Sarà anche geniale, ma forse stavolta è davvero troppo fuori di cervello.

3. «Dai, ricominci? Non ci credo. Chi se ne importa se non ha senso. L’importante è che lo Zingaro abbocchi. E poi quasi tutto quello che facciamo è senza senso. Anzi, sono proprio le cose senza senso quelle che incidono di più sulla nostra vita.»
«Questa è la massima delle otto e mezzo?» Libero imbocca la rotatoria che porta sulla FI-PI-LI. «Non ha senso che io ti dia retta, ecco cosa non ha senso, cazzo.»

4. Si allontana, segue un flusso di persone, si dirige verso la pista centrale. Qui i soffitti sono ancora più bassi, l’aria è densa di fumo, c’è pieno di gente e i bassi rimbombano fin nelle ossa. Un’improvvisa impennata del battito cardiaco. Geronimo è costretto ad appoggiarsi alla ringhiera che separa la pista centrale dal privé rialzato. Le membra gli formicolano, brividi aguzzi gli si arrampicano sulla nuca. Chiude gli occhi. Il cuore è a palla.
Si prepara ad affrontare la botta.

“Io sono libero” in pubblicazione

Non scrivo articoli su questo blog da mesi, anzi, da anni, per la precisione da 2 anni. Purtroppo il tempo a disposizione è quello che è, i blog sono forse da considerarsi ormai “superati” e nel frattempo, tra l’altro, ho pure capito che non voglio fare lo Scrittore (magari chiarirò questo punto in un futuro post, chissà). In particolare non vorrei dedicarmi alla promozione, fine a se stessa, di quel che scrivo…  D’altra parte “Io sono libero”, il romanzo che ha dato il titolo a questo blog (sebbene in forma interrogativa), sarà pubblicato da La Corte Editore in autunno e quindi questa mi sembra una buona occasione per ridare comunque un po’ di vita al blog e spendere qualche parola in proposito.

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Io contento, tra editore e agente, al Salone del Libro di Torino

Il titolo del romanzo ha a che fare con la percezione che hanno i protagonisti della libertà. “Io sono libero?” è un interrogativo a cui più o meno consapevolmente tutti i personaggi del romanzo sono chiamati a dare risposta… Per me la libertà ha a che fare con il poter dare spazio al lato creativo, senza vergogna, senza tentennamenti, senza veli. E quindi, intanto, con la pubblicazione di questo libro molesto e imbarazzante, mi sento e mi sentirò senz’altro più libero.

Il romanzo è già stato stampato in un centinaio di copie in anteprima per il Salone del Libro di Torino 2018, ma uscirà ufficialmente in libreria tra il 20 settembre e il 4 ottobre.

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Alcune copie del romanzo al Salone del Libro

Nei prossimi giorni dedicherò qualche altro post al romanzo in uscita, in particolare ad alcuni dettagli, alle scelte e ai dubbi che hanno caratterizzato l’ultima revisione.

La luce e le origini dell’universo

Riparto da dov’ero rimasto, senza storie. 

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La scienza è la costruzione umana con il massimo, indispensabile, grado di verità. Questo significa anche che la scienza non sempre possiede o può possedere la verità.

La religione è la costruzione umana con la massima potenza o capacità di spiegare l’universo. Questo significa anche che la religione è una difesa contro l’incapacità di spiegare i fatti e il non-senso dell’esistenza… Indispensabile?

A quanto pare per Einstein la religione sarebbe indispensabile. Chissà però cosa intendesse per religione quell'illuminato...

A quanto pare per Einstein la religione sarebbe indispensabile. Chissà però cosa intendesse per religione o quale fosse la sua idea di Dio… Vedi link al termine del post.

Da dove viene la specie umana ormai lo sappiamo. E non c’entrano Adamo ed Eva. La scienza nel crescere apre però sempre nuove porte e si infila su percorsi sempre più impervi. La religione d’altra parte perde terreno, campo di applicabilità, ma si arrocca. Sapremo mai “da dove viene l’universo”? Ma soprattutto riuscirà la specie umana, o forse meglio la mente umana, che in fondo è biologicamente la stessa di quella dell’homo sapiens sapiens di 100000 anni fa (e non poi così diversa da quella dell’australopiteco), a “reggere” le proprie costruzioni? 

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Vi lascio con una lettura che a mio parere vale il tempo che vorrete dedicarle, una versione da me leggermente modificata (in sostanza ho accorciato il pezzo) di questo articolo, scovato su “Il circolo degli inquieti” (sono un po’ inquieto anch’io in questo periodo):

La velocità della luce nel vuoto è una costante fondamentale della natura e secondo la teoria della relatività rappresenta il limite massimo cui può viaggiare qualsiasi segnale, onda o particella, che trasporti un’informazione. Il suo valore, indicato con la lettera c, è pari a esattamente 299.792,458 km/s, cioè oltre un miliardo di km/h! Per quanto elevata, la velocità della luce però non è infinita.

La finitezza della velocità della luce ha un ruolo decisivo in astronomia. Prendiamo per esempio un fulmine: lo vediamo praticamente nello stesso momento in cui cade, perché è così vicino che il lampo della sua luce ci arriva in una frazione infinitesima di secondo (benché la luce viaggi nell’aria con una velocità lievemente inferiore che nel vuoto). Gli oggetti celesti sono invece talmente lontani che la luce impiega un tempo significativo a raggiungerci. La luce emessa dal Sole attraversa lo spazio fino alla Terra in 8 minuti circa; quella della stella più vicina, Proxima Centauri, in circa 4 anni; quella delle stelle nel centro della nostra galassia, la Via Lattea, in circa 30.000 anni, e quella delle più lontane tra le galassie note in miliardi di anni… La luce per attraversare immense distanze con velocità finita ha viaggiato per anni, secoli, millenni e più: quindi porta informazioni non su come un corpo celeste è adesso, nel momento in cui giunge ai nostri strumenti, ma su come era quando ha prodotto quella luce. Più lontano è l’astro, più tempo ha viaggiato la sua luce, più remoto è l’istante della sua emissione. Non si può parlare di distanze nello spazio senza considerare che corrispondono a epoche trascorse: guardare un astro lontano implica inevitabilmente osservarne il passato.

In cosmologia, quella particolare branca dell’astrofisica che studia l’universo nella sua globalità, fare geografia significa anche fare storia: lo spazio delle tre dimensioni e il tempo sono resi inscindibili dalla finitezza della velocità della luce. Dobbiamo necessariamente fare i conti con una nuova entità, lo spazio-tempo quadridimensionale.

Possiamo conoscere il cosmo solo in differita. Ammiriamo le stelle della nostra galassia com’erano dieci, cento, mille, diecimila anni fa; le galassie vicine com’erano milioni di anni fa; quelle lontane com’erano miliardi di anni fa e così via. Ma se più lontano spingiamo il nostro sguardo, più antica è l’epoca che vediamo, allora a un certo punto vedremo l’universo com’era nel momento in cui stava… nascendo! È proprio quello che gli astrofisici fanno studiando la cosiddetta radiazione cosmica di fondo, un segnale elettromagnetico che permea tutto il cosmo e che sarebbe stato prodotto in seguito a fenomeni avvenuti all’inizio della storia dell’universo.

Secondo la teoria del big bang, sviluppata a partire dagli anni Trenta del XX secolo con i contributi successivi di tanti studiosi, 13 miliardi 700 milioni di anni fa sarebbe avvenuto un evento di immensa energia che avrebbe generato lo spazio-tempo stesso. L’evento è chiamato singolarità iniziale perché è talmente peculiare che non possiamo applicargli le categorie di pensiero comuni nell’indagine scientifica.

Non ha senso chiedere “cosa c’era prima del big bang?”, perché il tempo come lo conosciamo è nato con il big bang. Al passare delle ere cosmiche, dall’energia del big bang si sarebbero formati prima le particelle elementari, poi gli atomi, infine le stelle che formano le galassie, tra cui la Via Lattea con la Terra e il Sole.

Neppure ha senso chiedere “dov’è accaduto il big bang?”, perché lo spazio come lo percepiamo è nato con esso. Nonostante il nome, il big bang non è paragonabile all’esplosione di un petardo posto nel centro di una stanza; questa, infatti, esisteva già prima dell’esplosione. Inoltre non esiste un centro spaziale dell’universo come lo intendiamo noi. Ogni punto dello spazio-tempo viene dal big bang: quindi ogni punto dello spazio-tempo è, per certi versi, “dove” è avvenuto il big bang.

D’altronde, se teniamo a mente che guardare lontano significa osservare il passato, risulta ancora più evidente quanto sia infondato pensare che ci sia un punto d’origine del cosmo. Infatti costituirebbe il passato più remoto immaginabile. Quindi per cercarlo dovremmo guardare lontano, ma in che direzione? La risposta è sorprendente: in qualsiasi direzione puntiamo i nostri strumenti, vediamo il passato dell’universo; in altre parole, la nostra origine ci circonda!

Per chi volesse approfondire un paio di link interessanti:

Il massimo indispensabile

Due settimane fa è stato dato l’annuncio della prova dell’esistenza delle onde gravitazionali.

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Un grande scienziato, un grande creativo… La scienza non è altro che la costruzione umana con il massimo, indispensabile, grado di verità. Ma alla fin fine più che scoperta, è inventata.

Ho seguito la questione con un certo interesse, tra l’altro il compagno di mia cugina lavora al progetto Virgo, e non avevo dubbi che prima o poi le onde gravitazionali sarebbero state osservate.
Agli interessati un paio di link in cui mi sono imbattuto, a mio parere validi per cercare di chiarirsi un po’ le idee:

Io ne approfitto per parlare del mio ultimo progetto, “Il massimo indispensabile”, nel cui capitolo iniziale uno dei protagonisti, insegnante di matematica e fisica in un liceo, parla proprio del superamento della legge di gravitazione universale di Newton, di Einstein e della deformazione gravitazionale dello spazio-tempo… E di come la scuola non riesca a tenere il passo con lo sviluppo della conoscenza.
Senza dilungarmi oltre, allego qui il primo suddetto capitoletto del romanzo:

 Il massimo indispensabile – primo capitolo

P.S.: Ho aggiunto la scheda relativa a “Il massimo indispensabile” tra i progetti nella barra laterale.

Il mio 2015 in poche righe

Rieccomi, a distanza di un anno. Chiaro è che in questo 2015 non ho avuto tempo da dedicare al blog. I motivi sono molti, dagli impegni con la scuola (se non altro a settembre, dopo 10 anni di insegnamento, sono finalmente passato di ruolo) ai figli (il più piccolo, 3 anni e mezzo adesso, è stato davvero impegnativo), alla scrittura… Quanto spazio riuscirò a dare al blog in futuro dipende da alcune scelte importanti che dovrò fare a breve e di cui, nel caso, parlerò.

A ogni modo, riguardo alla scrittura, ho continuato a “lavorare” ma, ahimè, non ci sono ancora novità sostanziali dal punto di vista editoriale.

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“Waiting for Godot”…

Due i progetti che hanno caratterizzato quest’anno (e che inserirò nei prossimi giorni nella side-bar): “Il massimo indispensabile”, un noir iniziato l’anno scorso e ambientato nella provincia di Pisa ai giorni nostri, e “Libro assurdO”, un romanzo diciamo di genere fantastico che ho più volte negli anni ricominciato e tentato di portare avanti (e a cui, tra l’altro, ho già dedicato un post: questo).

Al momento sto lavorando su “Libro assurdO”. Più che lavorando, sto ancora cercando il bandolo della matassa o comunque di capire se stavolta sarò in grado di portarlo a termine. Lascio in assaggio le primissime pagine della nuova versione:

Libro assurdO – prime pagine

Che ve ne sembra? Troppo assurdo?

Ne approfitto per augurare a tutti un ottimo 2016!

Consigli libri e un saluto al 2014

Siamo arrivati alla fine dell’anno. Le risposte che attendo tardano ad arrivare, speravo di sapere qualcosa entro il 2014 e invece devo pazientare, prolungare l’attesa e sperare nel 2015.

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Per fare un piccolo e parziale bilancio, questo è stato un anno piuttosto faticoso, ma anche ricco di acquisizioni, evoluzioni e cambiamenti.
Ho revisionato il romanzo completato alla fine del 2013, ho ripreso, portato avanti e interrotto per la seconda volta la stesura di un progetto concepito nel 2012, e ho iniziato, portato avanti e quasi terminato la stesura di un nuovo romanzo.
Non ho letto tutti i libri di narrativa che avrei voluto, ma ne ho letti comunque più di una sessantina. Non è banale stabilire quali mi siano piaciuti di più. L’arte di questi tempi è sempre più votata all’intrattenimento, per cui assumo come principale metro di giudizio il coinvolgimento e la voglia di proseguire che ho sentito durante la lettura. E allora i cinque romanzi che mi sono piaciuti di più in questo 2014, con un brevissimo e personalissimo commento, sono i seguenti:

  • Stoner – John Williams - Questo è il libro che ho regalato per Natale. In pratica è il racconto di una vita (con narratore esterno onnisciente) inframezzato dagli episodi giudicati cruciali attraverso quella che potrebbe essere la prospettiva del protagonista in punto di morte. Un protagonista antieroe che vive una vita in buona sostanza priva di grandi eventi, di certo non avventurosa (tra l’altro Stoner, a differenza di molti coetanei, non si arruola per andare in guerra). L’introspezione psicologica, questa visione saggia, “prospettica” della vita, quasi distaccata ma molto matura, mi ha colpito nel profondo. Un’ottima recensione la trovate sul blog “Le parole e le cose”, qui.

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  • Freddo a luglio – Joe Lansdale - Uno dei libri di Joe che mi era sfuggito. Un libro che, almeno in Italia, sembra aver avuto meno successo degli altri (e lo si può capire, una volta letto, data la pesantezza dei temi trattati), ma che a mio parere è un vero gioiello. Corto e denso, pieno di colpi di scena, si fa divorare. Mi piace assai la verosimiglianza e la crudezza con cui Lansdale cala i propri personaggi in situazioni “estreme”.

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  • La foresta – Joe Lansdale - Avventure, sparatorie e duelli, personaggi strani e accattivanti, bel ritmo. E poi quell’ambientazione western “vera”, sporca, piena di merda, fango, sangue e puzza di cavallo, che mi ha ricordato “Django” (forse più il film originale di Corbucci che quello di Tarantino) o “Gli spietati” (altro grandissimo film di Clint Eastwood), e in cui vige la legge del più forte, o del più pazzo, o del più crudele. Fuorilegge, cacciatori di taglie, nani e puttane. Un grande Lansdale, che resta uno dei miei autori preferiti.

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  • Alice è in pericolo – Ed McBain - Ho letto 5 libri di McBain durante l’estate e questo l’ho trovato il migliore. Non fa parte della serie dedicata all’ottantasettesimo distretto che ha reso famoso l’autore, libri quelli che si fanno senz’altro leggere ma che non hanno bisogno di un’idea alla base così potente (visto che si reggono sulle vite dei personaggi ricorrenti). Questo non mi stupisce, quando apprezzo un autore mi trovo spesso a preferire i romanzi indipendenti piuttosto che quelli “seriali”: di Simenon non mi entusiasma Maigret, di Malet non amo i romanzi con protagonista Nestor Burma, di Lansdale i romanzi con Hap e Leonard sono quelli che mi catturano meno…

Alice è in pericolo

  • Morte e vita di Bobby Z – Don Winslow - Uno dei libri che ho più apprezzato di questo autore. Lo stile, punto di forza, si è fatto sicuro e privo di sbavature, sperimentale (anche se ormai solido) e al passo coi tempi, teso all’efficacia. E in più la storia c’è e regge.

Morte e vita di Bobby Z - cover

Ne approfitto infine per segnalare una mia intervista per il sito “TrueFantasy” pubblicata di recente, in cui torno a parlare de “L’acchiapparatti” e de “Il burattinaio”, mi soffermo sulla mia passione per gli antieroi e racconto anche qualcosa del mio presente:

Alla locanda di Mastro Angelo: “Intervista a Francesco Barbi”

Buon 2015 a tutti!

Il nuovo progetto in tre mail, Lucca C&G e PBF

Sto scrivendo un nuovo romanzo e non ho tempo per occuparmi a dovere del blog. Cercherò comunque di farmi un po’ più vivo nei prossimi mesi. Intanto vi racconto in tre mail parte dei mesi passati, in particolare la parte relativa al progetto che mi sta impegnando al momento. E subito a seguire un paio di appuntamenti nei prossimi giorni.
Anzi, partiamo dalle segnalazioni e seguiranno le mail.

  • Oggi inizia Lucca Comics and Games 2014. Venerdì, sabato e forse domenica farò un salto la mattina o il pomeriggio e mi aggirerò fondamentalmente all’interno del Padiglione Games. Mi troverete lì o in Sala Ingellis. Salvo probabili e prevedibili imprevisti.
  • Nell’ambito del Pisa Book Festival, sabato 8 novembre in Sala Fermi alle ore 16 presenterò assieme a Sergio Costanzo e all’autore Vanni Santoni il romanzo fantasy “Terra Ignota – Le figlie del rito” (Mondadori), secondo volume della serie (del primo ho parlato qui).

Intermezzo musicale, sto ascoltando questo pezzo: SAINT MOTEL – “My Type”

SAINT-MOTEL-MY-TYPE

Ed ecco le e-mail:

- 21 aprile 2014 - 
Ciao Xxx,
in allegato due incipit di una quindicina di cartelle.
“La vita, la morte e quel che c’è nel mezzo” è il progetto a cui sto lavorando in questo momento. Si tratta di una primissima stesura, tutto può essere tagliato o radicalmente rivisto (a partire da nomi, scene e caratteri), sto ancora cercando di capire se ho le carte in regola per trovare strade percorribili fino in fondo. Anche il titolo, naturalmente, è provvisorio.
“Libro assurdo” contiene invece le prime pagine di un progetto evidentemente assurdo (o quantomeno troppo assurdo per ora) che ho messo da parte di recente.
Un abbraccio,
a presto,
Francesco

- 14 luglio -
Ciao Xxx,
come va?
Noi siamo in partenza, 3 giorni a Buti (magari una di queste sere provo a chiamarti), 3 a Roma e 10 in Grecia, e si rientra il 30 luglio. Avrei voluto vederti prima di partire, tra l’altro da Jacopo ti avevo portato il librino autografato da Carlotto e la lettera relativa al fallimento della Dalai (non ne abbiamo più parlato, spero che non sia necessaria o quantomeno non sia necessaria prima di agosto… Se non sbaglio la scadenza è il 24 agosto).
Ultimamente ci siamo visti poco e allora per tenerci vicini ti mando la prima sessantina di pagine di quello che al momento è “Il massimo indispensabile”. Tu mi leggi, io ti penso che leggi. Trovi il file in allegato. Riparti dall’inizio, le prime pagine sono un po’ cambiate.
A presto,
Francesco

- 17 ottobre -
Ciao Xxx,
il file è in allegato (145 pagine).
Alcune cosette potrebbero non risultare verosimili o poco chiare perché ho dato per “fatta” (nel senso che ho scritto appunti e note) una serie di interventi sulle pagine che hai appena letto, mirati appunto a sistemare, migliorare, approfondire fatti e personaggi. Io lavoro così, il passato indica e fa sgorgare il futuro, ma il flusso, se ne vale la pena, può essere invertito e spesso dunque osservo il futuro, lo scelgo in un ventaglio di possibilità che possono prevedere qualche forzatura, lo scrivo e vado a modificare il passato per rendere possibile il futuro migliore.
D’altra parte se leggi il materiale grezzo ho maggiore possibilità di intervento e, soprattutto, non guastiamo il ritmo di lettura.
A presto,
Francesco

 

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